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mercoledì 7 gennaio 2009

Lentamente muore

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)

venerdì 28 marzo 2008

I cambiamenti

"I cambiamenti non sono mai qualcosa che accade all'improvviso come un temporale d'estate. E anche se assomigliano a un temporale e' sempre possibile rintracciarne i segnali, come quando cambia impercettibilmente l'aria..." [Mastella Lippolis]

lunedì 25 febbraio 2008

E' la fine della storia

"E' la fine della storia, e non lo sai.

Lui e' li', in piedi davanti alla finestra, e tu non gli perdoni di schermare la luce.

Non e' lui che vedi, ma il giorno, cui lui impedisce di entrare. Inizia cosi"

[Brigitte Giraud], tratto dal quotidiano City, 25-02-2008

martedì 15 gennaio 2008

Mia nonna era il ramo

"Mia nonna era il ramo incurvato dalle nascite.

Era il volto della casa seduto in cucina.

Era l'odore del pane e della mela conservata.

Era la mano del rosmarino e la voce della preghiera.

Era la poverta' dei lunghi inverni

avvolta nello zucchero come un umile ghiottoneria"

                        Efrain Barquero

giovedì 13 settembre 2007

E' notte per l'ultima volta

E' notte per l'ultima volta.Per l'ultima volta le tue mani

si raccolgono sul mio corpo.

Domani sara' autunno.

Insieme seduti in terrazza

guarderemo le foglie secche spargersi sul villaggio

come lettere che bruciano,

una per una,

in case separate.

Louise Gluck, quotidiano CITY

mercoledì 12 settembre 2007

Ogni attimo...

Ogni attimo e' un posto

dove non sei mai stato

Mark Strand, quotidiano City di oggi

lunedì 10 settembre 2007

Non so dire quali amori...

Non so dire quali amori siano trascorsi

Ma solo che l'estate in me ha cantato

per poco tempo, e ora non canta piu'

[Tratto dalla prima pagina del quotidiano gratuito city]

lunedì 3 settembre 2007

Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi
non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non
conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore
lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i
puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un
sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai
sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è
infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per
inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di
fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non
legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore
lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi
passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia
incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di
iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non
risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a
piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di
gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente
pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

lunedì 6 agosto 2007

Cinque minuti di silenzio pensando a te!

Cosi' delicata e' la tua mano

che dolcemente accarezza la mia

Come tenue e' il tuo sorriso

che dolcemente riscalda il mio.